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Odio effetto domino

By Tommaso Enea Barbieri on November 06, 2019

Dalla creazione della community Noi non stiamo zitti, abbiamo spesso parlato di temi come cyber bullismo, body shaming e le tante altre forme di violenza e discriminazione verbali e non.

Molte persone ci hanno raccontato la propria storia e osservando i diversi tipi di reazioni che questi hanno avuto in relazione alla propria esperienza, è stato molto utile per capire, a noi per primi, che anche solo una parola può avere un peso diverso all’interno di ognuno di noi. Prima di nasconderci dietro alla frase “esiste la libertà di espressione” dovremmo pensare che non sempre, il parlare senza filtri, può avere degli effetti positivi e che in ogni caso, seppur essendo la nostra opinione personale, può causare delle ripercussioni sulle altre persone, è quindi sempre bene riflettere e pensare se la “nostra” è richiesta o se può danneggiare qualcuno; dovremmo impegnarci sì a esprimere il nostro pensiero, ma sempre in modo costruttivo per poter avere un confronto positivo.

Mi rendo conto che queste possono essere tante belle parole e che può sembrare una bella lezioncina da moralista, ma io non credo nel cambiamento radicale da un giorno all’altro,  credo nel migliorare giorno per giorno a piccoli passi e se solo ognuno di noi iniziasse dal farsi le giuste domande e riflettesse prima di agire, concentrandoci prima su noi stessi che sugli altri, forse non ci sarebbe tutto quest’odio.

Oggi vogliamo portare alla luce una questione a parer nostro, molto importante: cosa succede quando chi dovrebbe garantirci sicurezza e darci il buono esempio si comporta tale e quale ai famosi leoni da tastiera? 

 

Soprattutto in Italia, ogni giorno, scrollando sui vari social possiamo notare come anche personaggi da milioni di follower, politici e non, esprimono la loro opinione che il più delle volte non è costruttiva, ma solo denigratoria.

L’offesa rimane un’offesa, non acquista importanza in base al numero di follower o al ruolo che ricopre la persona all’interno della società, il problema sussiste quando queste persone, essendo molto seguite, innescano un meccanismo a catena dove i loro sostenitori esprimono la propria opinione poco costruttiva a loro volta.

Questo ovviamente, pensiamo che sia forse il male minore, rispetto a quello che potrebbe succedere quando a discriminare è un politico, perché è come se desse la concessione al popolo che la pensa come lui, a sentirsi autorizzato a trasformare quell’odio da tastiera, che è già grave di per sé, in violenze fisiche causando spesso gravi problemi alle vittime non solo a livello psicologico.

 

Negli ultimi anni, i casi che sono passati sotto ai nostri occhi, sono stati molti.

Ricorderemo sicuramente Samantha Cristoforetti, la prima donna astronauta ad esser andata nello spazio, che più che ricevere complimenti per essersi inserita in un mondo che prima di allora è sempre stato prettamente maschile, ha ricevuto “consigli” su come impiegare il proprio tempo invece che perderlo nella galassia, come ad esempio stare a casa a occuparsi delle faccende domestiche e della famiglia, come vuole la tradizione. È incredibile se pensiamo che tutto quel caos mediatico fatto di molti insulti e pochi elogi, sia scoppiato solo perché Samantha ha avuto la sfortuna di nascere donna e dico sfortuna non perché lo sia, ma perché sembra che esserlo sia già di per sé una discriminante in questa società. Assurdo vero?

Un altro caso recente dove 'la donna faceva meglio a stare a casa lavare i piatti' è stato quello del  capitano Carola, in questa circostanza c’è stata anche “l’aggravante” immigrati che ha determinato una combo perfetta per i politici, personaggi noti e per l’italiano medio sul divano di casa pronto a commentare e poco pronto a “fare”, al contrario della ragazza, che comunque, a prescindere dalle leggi e dal pensiero che una persona può avere su questa tematica, ha salvato delle PERSONE.

 

Abbiamo parlato di politici e senza andare troppo in là con il tempo, possiamo citare l’ex ministro dell’interno Salvini.

Salvini non ha mai avuto un comportamento esemplare, ma durante la sua carica dove forse si sarebbe dovuto ridimensionare data l’importanza del ruolo che ricopriva, ha invece, rincarato la dose di atteggiamenti poco degni di nota, se non in negativo; questo forse anche perché ricoprendo quella carica importante si sentiva così sicuro da sentirsi intoccabile.

Ovviamente non staremo a elencare la miriade di tweet e stati che si possono trovare scorrendo i suoi profili, dove nessuno è stato risparmiato, anche perché sembra già assurdo che un politico sia più attivo di Chiara Ferragni sui social, ma ci soffermeremo su quando non ha voluto risparmiare neanche 3 ragazze minorenni, condividendo la loro foto durante una manifestazione con il commento “poverette”, dandole in pasto ai suoi follower che non hanno esitato a “esprimere la propria opinione”, che, inutile dirlo, aveva ben poco di costruttivo e anzi, erano solo commenti mirati a distruggere le ragazze.

L’ex presidente della camera Laura Boldrini in quell’occasione spinse Salvini a cancellare quella foto con i relativi commenti, ma l’ex ministro invece che seguire l’ottimo consiglio datogli, non contento, poco tempo dopo fece la stessa identica cosa pubblicando un’altra foto che ritraeva sempre una ragazza a una manifestazione.

Chissà, magari dato che questa volta la ragazza era maggiorenne pensava di aver agito correttamente.

Topics: discriminazione, bullismo, bodyshaming, comunicazione etica, omofobia, body shaming, cyber bullismo, victim blaming

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