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3 aziende che investono nel sociale e nell’ambiente

By Alessandra Marrone on January 17, 2020

Con il passare degli anni, sempre più aziende stanno cominciando a capire quanto sia importante investire in progetti di responsabilità sociale. Brand anche molto rinomati, scelgono sempre di più di fondare associazioni, contribuire al benessere di alcune di queste o implementare progetti o attività a sostegno della società e dell’ambiente.

Cosa spinge un numero sempre maggiore di brand, dai più piccoli ai più grandi, a puntare parte dei propri capitali finanziari su attività di questo tipo? La risposta è evidente se prendiamo in considerazione un concetto da tempo esistente nel mondo della comunicazione, ma che oggi sta conoscendo un forte slancio: la responsabilità sociale d’impresa. Per semplificare, possiamo definire questo concetto così astratto come l’insieme delle attività che le aziende compiono per apportare benessere alla società. Tutte queste attività, o la partecipazione ad alcune di queste, gli permette di sviluppare una reputazione positiva agli occhi dei propri clienti. Costruirsi o migliorare un’immagine aziendale è fondamentale per non perdere la fiducia del proprio pubblico e veicolare con successo i propri prodotti o servizi.

Al di là delle intenzioni e degli obiettivi più professionali sottesi a queste iniziative, i brand che hanno intrapreso attività di questo tipo sono comunque apprezzabili e pertanto meritano di essere portate avanti come modelli positivi da seguire per le altre aziende che ancora non si occupano di questi temi.

Vi illustriamo di seguito tre casi aziendali che hanno segnato positivamente la loro immagine e la loro vision aziendale, dimostrando quanto sia importante per un brand puntare non soltanto sulla qualità dei propri servizi o prodotti, ma anche sui giusti valori, come quello dell’inclusività e del rispetto ambientale.

 

Microsoft

La famosa azienda d’informatica ha lanciato il progetto “Ambizione Italia per l’inclusione e l’accessibilità”. Come dice il nome stesso, questo progetto si pone l’obiettivo di promuovere la diversità in Italia, ma lo fa attraverso degli strumenti digitali. In particolare in questo progetto, vediamo il coinvolgimento dell’intelligenza artificiale e del cloud computing poste al servizio delle persone maggiormente bisognose di aiuto nella vita quotidiana, in un mondo sempre più digitalizzato. Grazie a queste tecnologie, la vita delle persone può migliorare notevolmente, offrendogli un consistente aiuto nell’esprimersi all’interno del contesto di digital transformation attuale. L’azienda è ben consapevole delle difficoltà e dei limiti che molte persone e molte aziende possono riscontrare in questo frangente. Sia alle persone che alle aziende, è infatti sempre più richiesto, ogni giorno, di rimanere al passo con i tempi per non perdere opportunità professionali o dover rinunciare alla propria attività imprenditoriale. Chi non sviluppa una certa confidenza con gli strumenti digitali e tecnologici, rischia di rimanere tagliato fuori dal mondo.

Partendo proprio da queste riflessioni e consapevolezze, Microsoft ha deciso di investire in questo progetto che permetterà a più di 2 milioni di persone e oltre 500 mila studenti e professionisti, di usufruire di lezioni e corsi gratuiti su questi argomenti. Interiorizzare nuove competenze o aggiornarsi sulle nuove tendenze e necessità del mercato digitale, rappresenterà una risorsa indispensabile per la sopravvivenza delle vecchie professioni e la diffusione dei lavori del futuro.

Per il 2020 l’Italia avrà bisogno di più di 100.000 nuove posizioni con profilo tecnico mentre metà della forza lavoro esistente dovrà sviluppare o migliorare le proprie competenze digitali”, questo è quanto si legge sul sito Microsoft.com.

Qualcuno insomma doveva pur impegnarsi in progetti di questo tipo che, si spera, permetteranno all’Italia di non perdere il proprio vantaggio competitivo, nel confronto con altri paesi, legato al made in Italy.

Non è la prima volta comunque che Microsoft decide di schierarsi a sostegno del valore della diversità e dell’inclusione: nel 2017 per esempio, l’azienda ha partecipato alla manifestazione del Milano Pride con diverse iniziative speciali, in collaborazione con altri brand.

 

Lego

Il Reputation Institute, un fornitore globale di servizi di misurazione e gestione della reputazione basato sulla tecnologia, effettua ogni anno uno studio che coinvolge oltre 230.000 valutazioni individuali da parte del pubblico informato, relative alle attività svolte da oltre 140 aziende in merito al CSR ( corporate social responsability ). In vetta alle classifiche, nel rapporto 2019, si posiziona proprio Lego.

Classifica completa --> https://bit.ly/3893eJ5

"Siamo onorati del fatto che le persone riconoscano i nostri sforzi per creare un mondo migliore per le generazioni future. La nostra missione è ispirare e sviluppare i costruttori di domani.” ha affermato Niels Christiansen, CEO di The LEGO Group.

 

Ma come è arrivata Lego a questi risultati?

Da quanto emerge dal rapporto è chiaro che Lego abbia deciso di impegnarsi per il futuro del mondo, partendo da coloro che lo popoleranno: i bambini di oggi. Allenando le menti dei più piccoli, attraverso i famosi mattoncini giocattolo, si intende, l’azienda vorrebbe contribuire ad un futuro più luminoso, ad un mondo fatto da persone brillanti e volenterose di costruire, mattone dopo mattone, qualcosa di bello e interessante per il futuro del pianeta.

Ed è anche quest’ultimo, il pianeta, a rientrare nei progetti di Lego. L’azienda punterebbe infatti a sviluppare una serie di iniziative che conducano alla produzione dei mattoncini lego con una drastica riduzione degli sprechi e dell’impatto ambientale. A tal proposito, nel 2018 ha avviato la produzione di mattoncini realizzati solo con una nuova plastica di origine naturale, ottenuta dalla lavorazione della canna da zucchero. L’obiettivo da raggiungere entro il 2030, è quello di ottenere elementi e materiali di imballaggio in maniera sostenibile.

Il brand ha inoltre collaborato con WWF per sostenere e creare la domanda di mercato per una plastica proveniente da fonti sostenibili. Nel tempo comunque, le iniziative intraprese dal brand sono state molteplici. Nel 2018, per esempio, l’azienda ha incentivato la solidarietà tra i più giovani con l’iniziativa che poi ha dato anche il nome ad un hashtag, #BuilToGive, con la quale i partecipanti hanno postato sui social le foto delle proprie decorazioni natalizie con il relativo hashtag e, per ogni foto, è stato donato un set di costruzione ad un bambino o giovane paziente ospedaliero.

 

Patagonia

Patagonia, il brand di abbigliamento outdoor, sin dalla nascita segue, in ogni prodotto, attività e iniziativa, una vision e mission ben precisa e delineata:

"Noi di Patagonia sappiamo perfettamente che tutta la vita sulla Terra rischia l'estinzione. Vogliamo utilizzare tutte le risorse che possediamo, il nostro business, i nostri investimenti, la nostra voce e la nostra immaginazione, per far sì che ciò non accada"

Per portare avanti questa iniziativa, nel 2013 l’azienda ha aperto un fondo interno, $20 MILLION & CHANGE, poi divenuto Tin Shed Ventures nel 2016, per investire in start-up che offrano soluzioni alla crisi ambientale. Grazie a questo capitale, è stata lanciata una collaborazione con gli imprenditori che si impegnano per il rispetto ambientale in varie forme: evitando spreco dell’acqua, intraprendendo agricoltura biologica, producendo materiali sostenibili e così via.

Oltre a questa, sono state registrate anche altre iniziative intraprese dal brand, prima fra tutte la campagna pubblicitaria: “Don’t buy this jacket”, con la quale l’azienda invitava i consumatori, in occasione del Black Friday, ad acquistare solo prodotti di cui davvero necessitavano poiché, come sappiamo, la sovrapproduzione di abbigliamento impatta negativamente sull’ambiente.

 

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Topics: Patagonia, Microsoft, Lego, CSR, corporate social responsability, responsabilità sociale

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