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LE 10 MIGLIORI PUBBLICITA' PROGRESSO (+ UNA)

By Claudio Tarantino on December 09, 2019

Abbiamo selezionato per voi le 10 migliori pubblicità progresso degli ultimi anni.

 

Most Shocking Second a Day Video - Save the Children

 

 

 

 

Probabilmente una delle campagne più toccanti della storia. Il video ci porta ad apprezzare un'inquadratura fissa ma coinvolgente di una bambina, ripresa frontalmente come se fosse un eterno videoselfie. Ogni secondo un giorno della sua vita, partendo dal suo compleanno in un travolgente timelapse che porta un’ondata di dinamismo in un’inquadratura già statica.

I secondi passano, le inquadrature cambiano mostrando i primi disagi e le prime paure. I genitori che strillano, il telegiornale ad alto volume e la tensione che cresce.

I dettagli di quella che sembra una guerra, si fanno strada lentamente tra le immagini, facendo peggiorare la situazione giorno dopo giorno.

Nel finale, vediamo la bambina festeggiare il compleanno esattamente un anno dopo in ospedale, con l’aria desolata di chi ha visto ogni tipo di angheria portata dalla guerra.

 

Stop Bullying

 

 

Le parole hanno conseguenze. In un classico corridoio in un liceo americano, due ragazze incrociano il cammino con una ragazza dall’aria introversa che sistema i suoi libri nell’armadietto. Dopo un’occhiata ironizzante, una delle due si lascia scappare un complimento che si rivelerà una presa in giro perché accompagnato da un sms di insulti inviato dalla sua amica.

La ragazza introversa si spegne, su guarda i polsini della maglia e vede il sangue scorrere dal polso direttamente sopra i vestiti, per poi cadere a terra senza sensi.

Le parole hanno un peso, gli sms pure e nessuno può sapere quanto poco manca alla vita di una persona per commettere l’insano gesto. Qualsiasi cosa può far traboccare il vaso, anche un “insulto scherzoso”

 

Know Your Limits 

 

 

Un ragazzo si alza dal letto accompagnato da una musica che crea un’atmosfera tipica di un buon inizio di giornata. Si veste ma si strappa i vestiti di dosso, va a fare colazione ma se la rovescia sulla maglia spalmandosela per bene per poi avviarsi in bagno a urinare sulle sue stesse scarpe. Una volta in camera trova spazio anche per un po’ di sano dolore fisico, procurandosi qualsiasi tipo di ferita e rompendo qualsiasi cosa di valore.

Non inizieresti mai una giornata così, perché finirla? La risposta non lascia spazio ad alcuna polemica. L’abuso di alcol non va preso alla leggera e questo video riesce a farci prendere consapevolezza di quanto sia disagiante andare oltre il limite del proprio corpo. Un messaggio che arriva direttamente al cervello, facendo chiedere a noi stessi semplicemente “perché ridursi così?”.

Si raccomanda la visione delle varianti con una ragazza e ad una sfilata di moda.

 

Fatherhood.gov

 

 

Nel grande viavai di campagne su bullismo, omofobia, salute, fumo di sigaretta ed alcol al volante, e’ sempre giusto trovare uno spazio anche per dei messaggi diretti come semplicemente essere un buon padre.

Nella seguente campagna vediamo un signore afroamericano ballare e cantare in mezzo ad una via, attirando l’attenzione dei residenti. La semplicità delle inquadrature rendono il messaggio chiaro e deciso, facendo apparire questa persona più come simpatica che come un lunatico che balla in mezzo alla strada.

La risposta arriva quando si scorge una bambina vestita da cheerleader ballare giusto di fianco a lui, eseguendo le stesse coreografie con minuzia.

Una serena voce fuori campo ci ricorda che anche i momenti più insignificanti incidono sulla vita di un bambino e di conseguenza bisogna prendersi anche poco tempo per essere dei buoni genitori.

 

Death to death Penalty

 

 

 

 

La pena di morte è sempre stato un argomento molto delicato. Si riaprono ferite storiche, vergogne politiche e si riportano alla luce verità scomode che nessun negazionismo riesce ad insabbiare mai fino in fondo.  Amnesty international ci ricollega, sempre grazie ad un messaggio molto diretto e semplice, a quanto sia fragile ed effimera quella società basata sulla giustizia capitale.

Diverse statue di cera rappresentanti i diversi metodi di esecuzione, si sciolgono lentamente accompagnati da un lento e placido sottofondo musicale.

Sedia elettrica, fucilazione, impiccagione e decapitazione sono segni di un passato che si fa fatica a lasciare da parte. Il video si conclude con la scritta “morte alla pena di morte”, lasciando aperta la speranza che la pena capitale possa essere eliminata come le centinaia di persone eliminate per mezzo di quest’ultima.

Voglio saperne di più sui trend del video marketing per il 2020

Crack Cocaine PSA con Pee Wee Herman

 

 

Se non si è americani è difficilissimo ricordarsi di Pee Wee Herman, star della televisione dei bambini degli anni 80 nonché protagonista del coloratissimo show “Pee Wee Playhouse”.

Questo personaggio era sulla cresta dell’onda nello stesso periodo della seconda grande battaglia alle droghe promossa dal governo degli Stati Uniti e fu reclutato insieme ad altre celebrità per una campagna antidroga di grande effetto per l’epoca.

Nell’inquadratura nel buio si scorge un profilo che viene illuminato da un faro con il classico “tock” dei faretti che rompe il silenzio, svelando l’identità del interprete.

Pee Wee Herman, personaggio che tutti sono abituati a vedere scherzoso e sorridente, si esprime con un’espressione seria ed uno sguardo cupo. Una voce preoccupata distoglie dalla parlata bambinesca con cui lo si conosceva, tratto che riesce comunque a non abbandonare evitando così di uscire dal personaggio. L’effetto drammatico è ricreato alla perfezione grazie al supporto della contrasto tra adulto e bambino che si crea nella scena.

“Questo è crack, può essere fico, glamour, divertente ma ogni volta che la usi rischi di morire. Guarda, tutti vogliono essere fichi ma usare il crack non è solo sbagliato, è mortalmente sbagliato”

Da vedere anche le varianti con Bette Midler e Clint Eastwood.

Photocopying #butalive

 

 

 

In questa campagna ascoltiamo la storia di Malcom, un semplice impiegato che fa le fotocopie con aria svogliata. In serata, durante un uscita in birreria coi colleghi, il suo capo comincia a parlare bene di lui, mostrando una certa soddisfazione tra un drink e l’altro. All’improvviso il capo porge un drink a Malcom che rifiuta lasciando al suo superiore un sentimento di ritrosia, quasi come se lo spirito e la personalità di un individuo dipendessero dall’alcol assunto.

Il capo si stizzisce e ribatte offeso lasciando presagire che Malcom non avrà nessuna promozione. L’immagine goliardica viene interrotta da un’atmosfera da incidente mortale.

Il giorno dopo troviamo Malcom alle prese con le solite fotocopie, sottovalutato ma vivo.

 

Don't text and drive

 

 

Don’t text and drive, solo il titolo descrive a pieno la serietà della questione senza girarci troppo intorno. Nel video due macchine arrivano da due sensi opposti, una con a bordo una madre con figli e l’altra con delle giovani ragazze. L’attenzione di una delle ragazze alla guida, viene attirata da un messaggio sul telefono che lascia attendere risposta, distraendo la guidatrice. Le macchine si avvicinano e la scena si blocca improvvisamente come fosse tutto congelato. Dalle auto ferme scendono le due autiste che si imbattono in una civilissima discussione. “Non sai che sei sulla mia corsia? Perché stai massaggiando”, si chiede la madre.

La ragazza, mortificatamene risponde che deve ancora finire di scrivere a sua madre, che non guarderà la strada e che è molto dispiaciuta per l’accaduto, risalendo in macchina e lasciando spazio al drammatico  finale.

 

Despicable

 

 

Il Portogallo è un paese storicamente pieno di culture diverse. Di conseguenza, la sensibilizzazione culturale è sempre trattata con grande attenzione, soprattutto in periodi storici che lasciano spazio ad ogni razzismo ed ignoranza.

Una signora parecchio altezzosa si rivolge all’assistente di bordo, pretendendo di essere trasferita in prima classe perché sistemata di fianco ad un ragazzo di colore.

La hostess, dopo aver chiesto al comandante si avvicina, offre totale disponibilità per la prima classe e si scusa per la vicinanza con una persona così indesiderabile.

Solo la gestualità ci fa capire che la hostess si stava riferendo al ragazzo africano che si direziona verso la prima classe con un sorriso smagliante ed una certa soddisfazione.

 

Depression isn't always obvious

 

 

Come si può comunicare supporto in una campagna anti-suicidi? Ignorando il singolo soggetto e riportare un contatto con la realtà sottolineando l’importanza delle persone intorno a te.

In questa campagna troviamo una semplice carrellata durante il quotidiano, uno scorrere di immagini fisse su un volto svogliato. La routine rappresentata dalla noia del traffico, l’ufficio, l’ascensore, le pause pranzo, i ritorni a casa, i risvegli e le notti, in tutto in un loop ridondante che delinea tutte le frustrazioni espresse da un singolo sguardo.

Ad un certo punto, la svolta. Una mano femminile gli si poggia sulla spalla e una voce placida dice “Mark si è suicidato”, proprio quel collega che salutava sempre col sorriso, senza ricevere risposta. Il messaggio è chiaro, siete tutti così focalizzati su voi stessi e su quanto siete depressi da non realizzare che le persone intorno a voi possono vivere un’autentica tragedia interiore senza lasciar minimamente trasparire niente.

BONUS - Control 1990

 

 

Questa non si tratta di una campagna bensì di un leggendario spot andato in onda nei primi 90.

L’impatto che ha avuto sul pubblico fu madornale, un po’ perché già sconvolto da un periodo di estrema emergenza culturale dovuta alla scarsa prevenzione nei confronti del virus HIV, un po’ perché quando uscì, segnò automaticamente la fine di certi tabù anche sul sesso sicuro.

Un professore entra in una classe, vede un preservativo e con tono autoritario dice la battuta leggendaria “di chi è questo?”. A turno, per niente intimoriti, gli studenti si alzano rivendicando la proprietà del profilattico, sottolineando l’importanza di non vergognarsi ne di praticare sesso sicuro, ne di praticare sesso in generale.

 

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Topics: comunicazione etica, pubblicità progresso

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